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Biennale d’arte cinese: per l’Italia ci sono Marini e Pistoletto

Biennale d’arte cinese: per l’Italia ci sono Marini e Pistoletto

Lorenzo Marini è stato chiamato, insieme a Michelangelo Pistoletto, a rappresentare l’Italia alla seconda edizione di Western China International Art Biennale, la grande rassegna di arte visiva che rappresenta un ponte tra la Cina Occidentale e l’arte internazionale. Sede principale dell’evento è l’Art Museum di Hohhot, istituito nel 2007, che si estende su una superficie di oltre 15 mila metri quadrati.

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“Tra le opere presenti, quelle di Lorenzo Marini hanno certamente apportato un valore aggiunto alla mostra: l’abbiamo scelto perché ho visto alcune sue opere esposte alla Biennale di Venezia, e mi hanno stupito al primo sguardo”, racconta il curatore della mostra Tian Ye. L’artista è infatti già presente alla Biennale di Venezia con opere dedicate alle lettere, elementi paradigmatici della “Type Art” inaugurata dallo stesso Marini nell’ottobre del 2016.

Si tratta di una nuova proposta artistica che intende liberare le lettere dell’alfabeto dalla loro funzione di mero significante grafico, esaltandone invece il carattere autonomo e peculiare. Le lettere “hanno pari dignità dei ritratti, dei paesaggi, delle nature morte e delle opere astratte”, si legge nel Manifesto del movimento.

Non stupisce allora la fascinazione operata da Marini sulla critica cinese: l’arte della calligrafia – la cura del bel gesto grafico fine a se stesso – è infatti profondamente radicata nelle culture e filosofie dell’Estremo Oriente, e la ricerca artistica di Marini si sposa perfettamente con questi valori. “Penso che il suo lavoro sia molto solare e positivo, perfettamente in linea con il tema di questa edizione di Western China Biennale. Il suo lavoro è apolitico: un discorso dell’arte sull’arte”, conclude Tian Ye.

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