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PETER FRANK ARTILLERY MAGAZINE

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“Con il suo studio dedicato ai segni dell’alfabeto latino moderno, Lorenzo Marini veste i panni di un graphic designer, di un pittore, di un linguista e persino quelli di un poeta. Ciascuno dei suoi dipinti e delle sue sculture esalta le proprietà visive, verbali e (in misura minore) sonore delle 26 lettere dell’alfabeto, trasformando le loro linee dritte e curve in strutture portanti di diversi livelli immaginativi in cui la fantasia, pur allontanandosi dal suo simbolo unitario di partenza, non lo perde mai di vista.

Nella sua cosiddetta “Type Art,” Marini si rifà – evocandoli in modo chiaro – ai manoscritti miniati medievali, passando per i graffiti dei giorni nostri (le elucubrazioni di Jean-Michel Basquiat riecheggiano nel vortice di frasi riportate dall’artista italiano), richiamando la pop art e la super grafica degli anni sessanta, riprendendo il surrealismo notazionale di Klee e Miro, i collage di parole del movimento franco-italiano della poesia visiva, per toccare, infine, le iridescenti geometrie di Memphis Milano.

Il successo dell’opera tipografica mariniana dipende, sotto il profilo intellettuale, dalle numerose citazioni, ma anche dall’uso letterario
della lingua – soprattutto di quella inglese e italiana – che ben si confà al fulgore grafico dei suoi lavori (con la sua profusione di similitudini sulla forma delle lettere, Marini scrittore si accosta alla genialità evocativa del suo connazionale Italo Calvino). A sorpresa però, la calligrafia non figura, se non fortuitamente, nella sua Type Art: L’approccio dell’artista, sebbene pittorico, non va inteso in senso gestuale, bensì come profondamente radicato nella forma e nella funzione delle lettere stesse. Le sue B, N e W diventano personaggi saldi, consolidati, strutturalmente autosufficienti, tali da ispirare un universo di associazioni correlate. In tal senso,

Marini personalizza l’alfabeto e il suo evidente piacere nel farlo induce il visitatore a seguirne le orme.
Il singolo carattere di ogni Typevisual o l’insieme di lettere raffigurate nel Multitype non sono mero intrattenimento per gli occhi e la mente, ma piuttosto un invito a rielaborare noi stessi questi fonogrammi oramai desueti. La sola generosità di spirito che pervade i dipinti di Marini sarebbe sufficiente a giustificare una visita alla Type Art. Ma sono soprattutto il modo in cui l’artista fa uso del colore e la sua irreprimibile destrezza visiva e verbale a rendere le sue opere accessibili e accattivanti.”

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